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Il Cameo (69) – Levent Gültekin, pestato sot...

Il Cameo (69) – Levent Gültekin, pestato sotto l’occhio delle telecamere perché giornalista libero

Levent Gültekin è solo l’ultima vittima della violenza contro i giornalisti. Gültekin (molto noto nel suo Paese, ha un account Twitter che supera il milione di follower) è un cronista che, tra le altre cose, scrive editoriali per il quotidiano turco online Diken e commenta le notizie di attualità per la tivù locale Halk TV. Si tratta di due testate che esprimono posizioni critiche nei confronti del governo di Edrogan. Ebbene, la sera dell’8 marzo 2021 il giornalista è stato improvvisamente avvicinato da un gruppo di persone non identificato nel quartiere Bakırköy, proprio vicino agli studi del canale televisivo per il quale lavora. Queste persone lo hanno inseguito, circondato, buttato a terra e pestato con violenza. Alla scena hanno assistito molte persone, trattandosi di un quartiere con abitazioni e negozi, e il tutto è stato filmato da una telecamera di sorveglianza.

 

Gültekin ha raccontato di essere uscito dal taxi e di essersi trovato davanti una ventina di persone che, senza motivo apparente e senza qualificarsi, hanno cominciato a picchiarlo e hanno continuato a farlo anche quando il giornalista era a terra, inerme. Il referto dell’ospedale parla di fratture alle mani. Sempre Gültekin ha spiegato che, nei giorni che hanno preceduto l’attacco, aveva ricevuto molte minacce sui social network da parte di esponenti di un partito conservatore che è alleato con la forza politica di Erdogan e che ne sostiene il governo. Ha preferito non fare il nome della formazione politica. Nonostante il governatore del distretto locale, Nazmi Günlü, abbia condannato con fermezza l’episodio e garantito che la polizia sta investigando per arrivare al riconoscimento dei responsabili, e nonostante il ministro della giustizia in persona, Abdülhamit Gül, abbia rassicurato sul fatto che la Turchia ritiene importante la salvaguardia della libertà di stampa, resta il fatto che il Paese continua a distinguersi per le violenze ai danni dei giornalisti e per il fatto che quasi mai questi reati vengono perseguiti.


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