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Il Cameo (62) – Kamal el-Balshy: il peccato di essere parente di un editore

Le forze di sicurezza nazionali egiziane hanno arrestato un privato cittadino, di nome Kamal el-Balshy. L’uomo, raggiunto dal provvedimento restrittivo lo scorso 20 settembre, lavora in un’agenzia di viaggi internazionale e stava tornando a casa dopo essere stato in palestra. Ovviamente del tutto sorpreso dal vedersi avvicinare dalla polizia, è stato accompagnato al comando per l’identificazione e poi tradotto in carcere. L’accusa che gli è stata mossa dalla procura di Stato il primo di ottobre è stata quella di adunata illegale, partecipazione a un movimento proibito per legge, diffusione di notizie false e uso sedizioso dei social media.

Chi conosce quella zona dell’Egitto, come l’ANHRI (Arab Network for Human Rights Information) sostiene che, alla base dell’arresto, ci sia una sola circostanza: Kamal è fratello di Khaled el-Balshy, il caporedattore di Darb di cui il nostro osservatorio si è già occupato nel raccontare il caso di Islam al-Kalhy. Secondo un collega di el-Balshy, Mahmoud Kamal, giornalista e sindacalista, la mossa delle autorità è pretestuosa ed è una semplice e chiara ritorsione per “punire” il lavoro giornalistico del cronista.

La famiglia dell’arrestato ha potuto fargli visita al Cairo, dopodiché l’uomo è stato trasferito in un centro di alta sicurezza e, a quanto sostengono i familiari, dall’inizio del mese di ottobre non è più stato possibile tenersi in contatto con lui. Tuttora Darb non è accessibile dall’Egitto, dopo i primi provvedimenti di censura presi lo scorso mese di aprile.

 

 


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