READING

Il Cameo (50) – Iran: c’è il virus? Al...

Il Cameo (50) – Iran: c’è il virus? Allora niente giornali

L’Iran, protagonista della sessione 2018 di Voci Scomode, torna a far parlare di sé ai tempi del coronavirus. E lo fa con un provvedimento di legge, un decreto emanato dall’organo speciale che il Paese ha creato per combattere l’epidemia, che intende sospendere la stampa di tutti i giornali.

Cosa può mai avere a che fare la stampa dei quotidiani e delle riviste con la diffusione del virus? La risposta starebbe nella filiera lavorativa (tipografie, distributori, edicole, gente che acquista le copie cartacee) che contribuirebbe, secondo le autorità, ad aumentare i contagi da Coronavirus. Del resto, già Yemen (oggetto della sessione 2019 di Voci Scomode), Oman, Giordania e Marocco hanno preso provvedimenti simili, tutti basati sul medesimo assunto: contenere i casi di malattia da covid-19. La taskforce che ha preso provvedimenti simili in Iran risponde direttamente al presidente Hassan Rouhani.

Nel testo del decreto, peraltro, si legge che i giornali possono continuare la loro attività online e sui social media. Il provvedimento, si legge ancora, resterà in vigore fintanto che esisterà un’emergenza sanitaria nello Stato, ed è stato pensato per favorire il distanziamento sociale come forma di prevenzione dalla malattia. Eppure, a quanto pare, l’unico giornale ad aver continuato, in questi giorni di pandemia, a pubblicare una versione digitale del quotidiano è stato Iran, che è una specie di house organ del presidente. Sembra, quindi, che il decreto non abbia invogliato o aiutato i media non allineati a potenziare le loro versioni online; del resto, il Paese è ancora tecnologicamente arretrato e la stampa cartacea riveste ancora un ruolo primario nella diffusione delle notizie.

Esiste anche un problema di affidabilità delle informazioni sull’epidemia in Iran: le stime ufficiali parlano di circa 3.000 morti ma non paiono dati verosimili: il Paese, stretto dalle sanzioni economiche da parte degli Stati Uniti e ulteriormente colpito dalla crisi petrolifera, è in gravissima difficoltà di approvvigionamento di beni di prima necessità ed è stretto da un lato dal tracollo economico, dall’altro dall’esigenza di apparire come sano e autosufficiente. Rouhani, in uno dei suoi ultimi interventi, ha chiesto sì la fine delle sanzioni ma, soprattutto, ha sottolineato che l’Iran è pronto a stanziare il 20% del suo Pil per fare fronte all’epidemia, ciò che permetterà al 90% dei cittadini di coprire i costi di cura e ospedalizzazione per il coronavirus.

 


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *