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Il Cameo (49) – Quando il Coronavirus è una ...

Il Cameo (49) – Quando il Coronavirus è una scusa per essere aggrediti

Si chiama Yasser Abu Athara, è un operatore video in forza all’agenzia Kan’an News Agency e stava lavorando nella striscia di Gaza, coprendo con le immagini una protesta inscenata contro le autorità locali che avevano deciso di utilizzare gli edifici di due scuole come centri di quarantena di persone infettate dal Coronavirus. Il fatti sono accaduti il 15 marzo 2020: Abu Athara stava intervistando alcune persone scese in strada per protestare e stava filmando con il suo smartphone alcune fasi della manifestazione. A un certo punto sono comparsi poliziotti antisommossa. Dopo essere stato minacciato da un agente in borghese, che ha cercato di strappargli di mano il telefono, altri cinque agenti lo hanno aggredito, nonostante Abu Athara si fosse identificato come giornalista. Stando alla ricostruzione fornita dal cronista, i poliziotti hanno consegnato il suo telefono all’agente in borghese e lo hanno lasciato stordito, solo e in mezzo alla strada.

Il giornalista ha telefonato al comando di polizia per chiedere conto del suo smartphone, ricevendo in risposta la notizia che l’oggetto era finito nelle mani dell’unità generale di investigazione, nota come Mabahith. Si tratta di un organo che indaga sui crimini.

 

 


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