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Il Cameo (46) – La Turchia straccia i pass ai giornalisti scomodi?

Forse contando sulla quantità di informazioni che giornalmente intasa i media e i loro veicoli, social inclusi, la Turchia sta continuando nella sua disciplinata e rigorosa campagna per tenere sotto controllo la libertà di stampa. Nei primi giorni del 2020 le autorità del governo di Erdogan stanno operando per mezzo del direttorato delle comunicazioni, con una mossa astuta. Come racconta l’Unione dei giornalisti locale, è stato cambiato il colore della tessera stampa. Da gialla, è diventata azzurra. Parrebbe un provvedimento innocuo, ma così non è: il governo, infatti, ha chiesto a tutti i giornalisti iscritti di fare domanda per ottenere la nuova carta. Ed ecco la sorpresa: molti giornalisti si sono visti rifiutare il rinnovo. in aggiunta a ciò, le vecchie tessere stampa gialle sono state invalidate su tutto il territorio turco.

La Turchia non è uno Stato che leghi il possesso della press card all’esercizio della professione. Tuttavia, senza carta non si può accedere ai palazzi delle istituzioni. Vietato anche l’ingresso in Parlamento. A quanto risulta, le tessere stampa “scadute” e non rinnovate sono circa 1.400, come ha spiegato Gökhan Durmuş, responsabile dell’associazione dei giornalisti. Peraltro, ai destinatari di questo provvedimento non è stata fornita alcuna spiegazione: la notizia delle cancellazioni è stata data sul sito del direttorato delle comunicazioni, senza altri dettagli. Tra i bersagli politici della mossa, non poteva mancare il quotidiano Cumhuriyet, che molti conoscono per la vicenda del suo ex direttore responsabile Can Dündar, costretto da anni all’esilio dopo l’umiliazione della prigione.

La Turchia non è nuova a decisioni simili. Nel 2016, in una unica operazione ritirò le tessere stampa di circa 900 giornalisti, revocandole senza appello.


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