READING

Il Cameo (45) – In carcere per una vignetta ...

Il Cameo (45) – In carcere per una vignetta il Forattini algerino

Un fumettista molto conosciuto in Algeria, il suo nome è Benabdelhamid Amine, è stato condannato da una corte penale del suo Paese a un anno di reclusione. La notizia è particolarmente grave per la libertà di espressione e di stampa, perché Amine è stato ritenuto colpevole di aver «violato l’integrità territoriale» e di aver «diffuso pubblicazioni dannose per la sicurezza nazionale». La corte di Djamal ha ritenuto di dover sospendere 9 dei 12 mesi di pena e, quindi, Amine trascorrerà tre mesi in carcere.

Molto probabile che la sua condanna abbia a che fare con una vignetta in particolare, nella quale si vede il generale del corpo armato algerino Ahmed Gaid Salah che infila una pantofola dorata al piede di Abdelmadjid Tebboune, l’ex primo ministro algerino che, dal 12 dicembre 2019, è diventato presidente dell’Algeria. L’indagine di polizia era partita il 26 novembre, con un raid di agenti in borghese che fecero irruzione nel’ufficio di Amine, a Oran, nel palazzo dell’azienda di comunicazione per la quale l’illustratore lavorava. Amine venne arrestato e messo in custodia cautelare e soltanto il 5 dicembre vennero formalizzate le accuse contro di lui, basate sulla presunta violazione dell’articolo 96 del codice penale algerino, secondo cui chiunque attenta all’integrità statale può essere punito pesantemente.

Amine è noto, tra il suo pubblico, con il soprannome di Nime. Il suo lavoro è molto apprezzato online, e ha parecchi seguaci sui social network. Ora è detenuto nella prigione statale di Oran. Con la sua detenzione, sono almeno quattro i giornalisti e comunicatori che attualmente sono ristretti in carcere in Algeria.

La vignetta che è costata la prigione ad Amine

 


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *