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Il Cameo (41) – Il diritto di cronaca, il clan Spada, i freelance italiani scomodi

Sono online gli interessanti interventi del seminario sul diritto di cronaca intitolato a Guido Columba, il giornalista trentino scomparso nell’ottobre 2018, storico redattore Ansa e attivo sindacalista. Tra questi, il contributo di Daniele Piervincenzi, il freelance Rai diventato noto per essere stato aggredito da un membro del clan Spada (recentemente condannato all’ergastolo, peraltro). Nonostante la visibilità e la palese importanza e rischio del suo lavoro di racconta di notizie scomode dalla strada, Piervincenzi racconta che, dal giorno della celebre “testata”, la sua vita professionale non è cambiata: continua ad avere un contratto non giornalistico ma Enpals, «come quello che in Rai conduce il quiz del sabato sera: e questo anche se sono un giornalista professionista da più di dieci anni».

Tra gli interventi, quello di Beppe Giulietti (Fnsi) che ha ricordato l’importanza del collega Columba, cui è dedicato questo ciclo di incontri: «Guido aveva la tempra di persone rare: invece di parlare di sé, anche negli ultimi tempi mi diceva di stare attento ai tagli che diventano bavagli, ai governi nemici dei giornali, perché tutti quelli che vogliono chiudere bocche fanno danni: Guido non era innamorato di sé ma della libertà di informazione, dell’articolo 21 della Costituzione. Quando sono in discussione diritti come questo, non puoi essere moderato: perché ti stai vendendo conquiste che altri, prima di te, hanno ottenuto». Giulietti ha proposto un altro ciclo di incontri proprio sul tema delle querele temerarie, di tutte le iniziative bavaglio, del diritto di cronaca e i suoi nemici. «Mafia, camorra e corruzione sono le cose su cui chi indaga si trova l’opposizione con querele, intimidazioni»


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