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Il Cameo (31) – Messico, altri spari contro il giornalismo libero

In Messico non si placa la violenza fisica contro i giornalisti. Nel mese di marzo 2019 un cronista di nome Jesùs Hiram Moreno, direttore del sito di notizie Evidencias, “Periodismo sin censura”, è stato preso di mira da un killer nella città di Salina Cruz, nello Stato di Oaxaca. Moreno stava uscendo da un negozio in pieno giorno quando è stato avvicinato da uno sconosciuto che gli ha sparato un colpo di pistola alla schiena, prima di allontanarsi a bordo di una motocicletta. Il giornalista non ha perso conoscenza ed è riuscito a chiamare i soccorsi. Portato in ospedale, è stato trattenuto per essere curato e non è in pericolo di vita. Un rappresentante dell’associazione che protegge gli attivisti per i diritti umani e i giornalisti ha dichiarato che il reporter attaccato era già sotto protezione federale dal 2013. Una protezione che, evidentemente, non ha sortito i suoi effetti.
A quanto pare, l’assassino non ha detto alcuna parola ma, sceso dal suo mezzo, si è diretto verso Moreno e ha iniziato a sparare. Per quanto riguarda la ricerca del movente, alcuni colleghi di Moreno hanno sottolineato che il giornalista, qualche giorno prima dell’agguato, si era occupato di una questione che ha suscitato scandalo nello stato dell’Oaxaca: tre giovani erano stati trattenuti dalle forze di polizia, si era vociferato di torture e uno dei tre era morto.

Soltanto nel 2018, in Messico quattro giornalisti sono stati ammazzati per questioni direttamente legate al loro mestiere. Il Messico continua a essere una delle zone più pericolose del mondo per fare giornalismo: è 147esima nel ranking di Reporter senza frontiere e tutti i giornalisti che si occupano di questioni spinose, come i cartelli della droga e la criminalità organizzata e i suoi collegamenti con le istituzioni, rischia grosso. Non solo: quasi tutti i gruppi editoriali messicani fanno riferimento a due grandi aziende e sono fortemente sovvenzionati dal governo, in cambio di lealtà e autocensura. Quei pochi editori indipendenti vengono percepiti come ostili e non ottengono quasi nulla in termini di finanziamenti, al di là delle pressioni e delle intimidazioni. Altri dati curiosi e soprattutto allarmanti: in Messico, alcun degli uomini più ricchi sono titolari di quote nei gruppi editoriali nazionali (su tutti Carlos Slim Helú per UnoTV, Ricardo Salinas Pliego per TV Azteca,  Emilio Azcárraga Jean per Televisa). Per contro, i giornalisti messicani sono tra i lavoratori più poveri: una ricerca del 2018 aveva evidenziato come il salario medio di un reporter locale sia di circa 250 dollari al mese. La paga base media in Messico è di 390 dollari.


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