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Il Cameo (28) – Kiev, un giudice vuole spiare chi scopre la corruzione

A Kiev c’è un giornale di inchiesta che si chiama Novoye Vremya, è una delle testate più conosciute del Paese. Tempo fa, i giornalisti che lavorano per Vremya si erano occupati di una vicenda che riguardava fatti di corruzione a carico di un giudice di alta carica nella capitale ucraina.

Dalla pubblicazione delle notizie, però, era scaturito un procedimento proprio contro Novoye Vremya; con una richiesta, avanzata dal pubblico ministero, di accedere al materiale raccolto dai cronisti. In particolare, l’accusa ha chiesto di poter consultare documenti riservati e di poter accedere alla posta elettronica del giornalista Ivan Verstiuk, uno degli autori del lavoro di investigazione. Si tratta di una richiesta grave, perché viola uno dei capisaldi del giornalismo di inchiesta, cioè la tutela della segretezza della fonte. Ma il fatto clamoroso è che una corte del distretto di Pechersk ha accolto la domanda della parte attrice e, quindi, ha obbligato Verstiuk e il suo giornale a fornire tutto il materiale richiesto. In mancanza di obbedienza all’ordine del giudice, la forza pubblica potrà accedere con la violenza in redazione e recuperare per conto proprio il materiale che il pubblico ministero vuole ottenere. Da notare il fatto che la motivazione di quest’azione giudiziaria è unicamente la scoperta della fonte delle informazioni che portarono allo scoop contro il magistrato presunto corrotto, dal momento che si assume essere un altro giudice che “ha fatto la spia”.

La pubblicazione incriminata, uscita in edicola nell’agosto del 2016, si intitolava “Figlia brillante” e raccontava la storia di un ex procuratore generale della Repubblica, di stanza a Kiev, Oleksandr Korniiets, che aveva pagato più di 100.000 euro all’anno per permettere alla figlia di studiare in un college privato in Gran Bretagna. Tutto ciò nonostante lo stipendio da magistrato fosse di 6.700 euro annui. Come era stato possibile, per lui, finanziare gli studi della figlia? Secondo il pubblico ministero che sta indagando sul giornale e ha ottenuto l’accesso ai materiali di Verstiuk, la “gola profonda” è proprio un collega del magistrato accusato di corruzione il quale, nel frattempo, aveva perso il suo lavoro. Lo stesso ex procuratore era stato al centro di altre indagini, quando si era scoperto che era intestatario di immobili di amplissima metratura, sempre nella capitale.

A quanto è dato sapere, nessuno contesta il fatto che un ex magistrato abbia potuto spendere una cifra abnorme rispetto alle sue entrate ufficiali, ma l’indagine è volta soltanto a individuare chi, tra i colleghi del potere giudiziario, si sia permesso di passare queste informazioni alla stampa.

 


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