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Il Cameo (27) – La lettera minatoria a N1TV e la Serbia violenta

Le tensioni post guerra dei Balcani sembrano non essere ancora finite, almeno per i giornalisti. Una lettera minatoria, firmata “Veterani di Belgrado della guerra del 1999”, è stata spedita allo staff della televisione privata serba N1TV. L’associazione è realmente esistente, ma il suo presidente ha negato la paternità della missiva: la lettera, secondo quanto riferito dal produttore esecutivo del canale, Igor Bozic (nell’immagine in evidenza), contiene minacce esplicite ai giornalisti di N1TV, definiti “antinazionalisti”, “anti-Serbi” e “traditori”. Nel testo si minaccia di far saltare in aria il quartier generale della televisione. L’episodio è particolarmente preoccupante, perché la busta è stata spedita negli stessi giorni di febbraio del 2019 in cui il presidente della Repubblica serba, Aleksandar Vučić, ha definito N1TV come una rete televisiva “antigovernativa”. A quanto risulta, il presidente si sarebbe lamentato ai microfoni di Happy Tv, una emittente privata, del fatto che «La rete N1 attacca le autorità 24 ore al giorno, sette giorni alla settimana, così come accade con molti settimanali e altri media».

Vučić, classe 1970, è stato eletto nel maggio 2017 e proviene dal partito progressista. Notevole il fatto che, durante la guerra degli anni Novanta, lavorasse come reporter e che, per anni, abbia militato in una formazione nazionalista di destra, il partito radicale serbo. Peraltro, a dispetto del nome (progressista) il movimento del presidente è politicamente schierato su posizioni di destra conservatrice, ed è nato proprio da una scissione del partito radicale ultranazionalista.

N1TV è un canale televisivo affiliato a CNN e, in questi anni, si è distinto per aver dato voce anche alle proteste di piazza contro il governo serbo. Fa parte del The United Group, un polo editoriale privato che possiede parecchi canali televisivi nella ex Yugoslavia. Finora, l’unica replica ufficiale è stata affidata al sottosegretario al ministero della cultura e dell’informazione, Aleksandar Gajovic, che ha condannato il gesto definendolo «una intimidazione intollerabile contro rappresentanti dei media e contro le loro famiglie, solo per aver fatto il loro lavoro».

La polizia ha informato di aver arrestato un uomo, sospettato di aver spedito la lettera.


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