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VOCI SCOMODE 2018 | FREE IRAN? RIFLESSIONI A QUARANT’ANNI DALLA RIVOLUZIONE

Torino, 28 novembre 2018 | Circolo della Stampa | Corso Stati Uniti, 27 – ore 18.30/20


L’Iran, che proprio 40 anni fa fu teatro di una rivoluzione che ne mise a soqquadro il sistema politico, è un Paese dalle molteplici contraddizioni: liberticida e in fondo al ranking internazionale della libertà di stampa secondo Reporter senza Frontiere, tuttavia spinto verso il riformismo. Tuttora si coglie, nelle variegate proteste di piazza contro la povertà, cagionata in buona parte dal crollo della valuta locale, così come nell’opera di giornalisti e attivisti dissidenti, il tentativo di recuperare il filo della modernità e di rendersi una nazione più libera e giusta. In un momento storico in cui le sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti mettono ancora più in difficoltà le vite di cittadini già insidiati nel loro benessere e nelle loro prerogative.

 

 

I giornalisti iraniani esiliati Rasoul Asghari e Mariam Mana, moderati da Farian Sabahi, sono gli ospiti della 5° edizione di Voci scomode|Storie di chi sfida il potere, appuntamento annuale dedicato alla libertà di stampa nel mondo. L’evento è promosso dal Caffè dei Giornalisti in collaborazione con la Maison des Journalistes di Parigi. Interverrà il direttore della MDJ, Darline Cothière.

 

Reporter senza frontiere fotografa impietosamente la libertà di stampa nel regime iraniano: è il 164esimo Paese nel World Freedom Index su 180 Stati censiti. Secondo RSF, il governo sta combattendo una nuova battaglia, non più per il controllo delle testate tradizionali ma contro i cosiddetti citizen journalist e gli attivisti che utilizzano la Rete e i social network, «pur cercando di mantenere le apparenze» di un potere moderato e illuminato. La crisi economica, le sanzioni, la corruzione dilagante hanno innescato nuove proteste in Iran, sebbene le forze guidate da Hassan Rouhani si siano confermate al potere nel 2017 con la promessa di una guida vicina alle istanze di libertà e di modernità dei cittadini. Per contro, c’è chi indentifica nell’attuale establishment una forma di teocrazia conservatrice travestita da un falso riformismo.

C’è spazio per sognare un Iran libero? Ci sono le condizioni per pensare a un Paese che possa guidare il Medio Oriente sui binari della libertà, oppure gli effetti dei moti rivoluzionari del 1978-79 hanno reso la Persia una nazione irrimediabilmente “a libertà limitata”? Quali spinte, dall’interno e dall’esterno, potrebbero accompagnare questo cammino di riforme e di democratizzazione?

 

A queste domande proveranno a dare risposta gli ospiti di Voci Scomode, l’appuntamento annuale dedicato alla libertà di stampa promosso dal Caffè dei Giornalisti.


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