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RASOUL ASGHARI | Giornalista iraniano, esiliato in...

RASOUL ASGHARI | Giornalista iraniano, esiliato in Francia dal 2012

Percorso professionale

Rasoul ASGHARI ha cominciato la sua carriera giornalistica nel 1992 a Tabriz, città situata nel Nord-Ovest dell’Iran. Si trasferisce a Teheran due anni più tardi, dove lavora come reporter per un quotidiano nazionale. Per quattro anni, redige rapporti e indagini approfondite. Collabora con testate come Jameheh e Tous; successivamente ricopre la funzione di vice caporedattore della rubrica politica, ne diventa il responsabile e, in seguito, redattore capo di quotidiani la cui pubblicazione è stata, nella maggior parte dei casi, vietata.

L’ultimo posto che occuperà in Iran è quello di responsabile della rubrica politica del giornale Sarmayeh e redattore capo del suo numero speciale “Economia politica”. Asghari ha coperto anche molte zone di guerra: nel 1995 e nel 1997 è stato inviato nel Kurdistan iracheno, poi in Afghanistan. Due anni dopo, si reca in Kosovo per raccontare l’intervento militare statunitense nella ex Jugoslavia. Nel 2005, trascorrerà diversi mesi in Libano dopo l’assassinio del primo ministro Rafic Hariri a Beirut. Nel 2006, viene eletto membro supplente del comitato esecutivo dell’Unione dei giornalisti iraniani. Impegnato per la libertà di informazione, entra della Federazione internazionale dei giornalisti, dove nel 2010 e 2011 rappresenta la Turchia e l’Iran. La sua missione consiste nel seguire la situazione dei giornalisti rifugiati iraniani in Turchia.

Le cause dell’esilio

Nel 2009, le elezioni in Iran culminano nella contestata vittoria del presidente uscente Mahmoud Ahmadinejad. Molti iraniani scendono in piazza per protestare contro i brogli. Questo movimento viene duramente represso dal governo: una dozzina di giornalisti viene arrestata, solo nelle prime settimane della protesta. Molti di loro sono condannati a lunghe pene detentive e sono costretti a piegarsi al “gioco delle confessioni” sulla televisione nazionale. Temendo per la sua sicurezza, Asghari decide di lasciare il suo Paese per rifugiarsi in Turchia, dove continua a scrivere per i media dell’opposizione. Tuttavia viene minacciato dalla polizia turca; al tempo stesso, l’ambasciata iraniana rifiuta di rinnovare il suo passaporto mettendolo a rischio di espulsione. Assistito da alcune ONG internazionali, ottiene un permesso di soggiorno in Francia.

Attività in Francia

Da marzo 2012, Rasoul Asghari vive in Francia, dove è un rifugiato politico. Preoccupato per la situazione in Iran, per le violazioni dei diritti umani nel suo Paese e per il destino dei prigionieri politici, continua a scrivere di questi problemi. Giornalista indipendente, ha scelto di non lavorare per i media mainstream iraniani con sede all’estero. In particolare, ritiene che il loro finanziamento non sia abbastanza trasparente e non si sente politicamente vicino ad alcuna di queste realtà editoriali. Per il momento, Asghari non riesce a vivere esclusivamente di giornalismo, ma continua a scrivere e interviene  come specialista della vita politica iraniana su un canale televisivo legato all’opposizione.


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