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Il Cameo (20) al-Manjar, dalle minacce dell’...

Il Cameo (20) al-Manjar, dalle minacce dell’Isis ai proiettili mortali

Si chiamava Ibrahim abdulrazaq al-Manjar ed è stato assassinato il 17 maggio 2018 da un gruppo armato non identificato. Quando è stato ucciso si trovava davanti alla sua abitazione di Daraa, nel sud della Siria. Il collega Jaafar Abu al-Agha ha raccontato che al-Manjar è stato assassinato da un uomo a bordo di una motocicletta alle sette di sera, senza riuscire a trovare scampo nella propria abitazione: un proiettile lo ha attinto al collo, gli altri due al petto. Ibrahim era stato già minacciato dall’Isis a più riprese, poiché accusato di aver diffuso notizie sull’attività del loro gruppo armato che avevano portato all’assassinio di uno dei capi della brigata armata FSA (Free Syrian Army). Siccome al-Manjar era già stato vittima di attentati, aveva cambiato casa; un tentativo di uccisione era fallito quando una bomba era scoppiata nei pressi della sua abitazione, ferendo un suo fratello. In precedenza, qualcuno aveva piazzato dell’esplosivo nella sua automobile ma il tentativo di omicidio non era riuscito.

Pochi giorni prima di morire, Ibrahim (che aveva appena 26 anni, era laureato in letteratura inglese e lascia una moglie e una bimba di appena tre anni) aveva dichiarato di attendersi di essere ucciso e aveva espresso in un post la sua amarezza: il titolo del suo scritto era “Perdere vite umane è qualcosa di non recuperabile”. Il giovane reporter era certo di essere pedinato e, soprattutto dopo l’assassinio di Salah al-Buqairat lo scorso marzo, temeva di essere incolpato per quella morte violenta: al-Buqairat era un esperto di esplosivi noto per essere affiliato all’Isis e per controllare cellule dormienti dell’organizzazione terroristica.

Il giornalista era corrispondente di Sham network, che lo ha ricordato come uno dei suoi informatori più attivi, fin dai primi giorni della rivoluzione siriana. Ha documentato gli aspetti umanitari del conflitto per conto di molti media: dalla fine del 2013 aveva collaborato con la Smart news Agency e con il Syrian Media Committee. In più, lavorava come freelance per le agenzie Anadolu e, occasionalmente, Reuters; come fotografo aveva prestato la sua opera per Alaan Tv e al-Jisr Tv. Un artista di Nawa ha ricordato al-Manjar con una serie di pitture murali.

Il rapporto completo sulle violazioni contro i giornalisti in Siria (maggio 2018, documento Pdf in inglese)

 


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