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ASPETTANDO VOCI SCOMODE 2018 | GIORNALISMO DI GUER...

ASPETTANDO VOCI SCOMODE 2018 | GIORNALISMO DI GUERRA: SE IL FRONTE DA RAGGIUNGERE E’ LA LIBERTA’ DI STAMPA

Nei teatri di guerra anche i giornalisti sono sotto assedio, e con essi la libertà di espressione e la democrazia. In questo contesto, come cambiano il ruolo, la responsabilità e la narrazione dei reporter?

Marco Imarisio e Philippe Rochot raccontano l’esperienza di inviati nell’evento formativo “Come il giornalismo racconta la guerra”, organizzato dal Caffè dei Giornalisti  e dall’Ordine dei Giornalisti in collaborazione con l’Associazione Stampa Subalpina, la Maison des Journalistes e l’Alliance Française.

L’iniziativa si inserisce nel calendario-eventi in preparazione della quinta edizione di “Voci scomode”, l’appuntamento annuale che il Caffè dei Giornalisti dedica alla libertà di stampa nel mondo e alle testimonianze dei giornalisti costretti all’esilio.

COME IL GIORNALISMO RACCONTA LA GUERRA

EVENTO FORMATIVO | Mercoledì 30 maggio 2018| Circolo della Stampa – Corso Stati Uniti, 27| Ore
 14,30 -18,30
L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

“La vocazione autentica del giornalismo di guerra oggi è minacciata soprattutto dalla drammatica restrizione della libertà di stampa nel mondo: la mancata protezione dei reporter rende inaccessibili le zone teatro dei conflitti, con la conseguente assenza di informazione per l’opinione pubblica. Raccontare ciò che accade in quei luoghi, infatti, significa esporsi ad aggressioni, intimidazioni, violenze: secondo le stime di Reporter senza frontiere, dall’inizio del 2018 sono stati uccisi almeno 14 giornalisti, 4 blogger e 2 collaboratori dei media”.

Al tavolo dei relatori i giornalisti Marco Imarisio, inviato del Corriere della Sera, e il reporter francese Philippe Rochot; gli interventi saranno moderati da Federico Ferrero, anch’egli giornalista e direttore responsabile del sito di informazione e approfondimento Caffè dei Giornalisti.

Tanti gli spunti di riflessione, partendo dall’esperienza “sul campo” dei due giornalisti-testimoni: i rischi e i pericoli quotidiani, il rapporto con le fonti, i nuovi linguaggi della mediazione giornalistica, il ruolo dei social network (alleati o nemici della narrazione?). E, soprattutto, la difficoltà di distinguere buoni e cattivi, torto e ragione, vinti e vincitori, tema già affrontato dal Caffè dei Giornalisti nella passata edizione di “Voci scomode”, dedicata alla complicata “copertura” del conflitto siriano (“Quante guerre si combattono in Siria? Il racconto giornalistico tra censura e fonti di guerra)”.

L’incontro sarà introdotto da Rosita Ferrato, presidente del Caffè dei Giornalisti, Alberto Sinigallia, presidente dell’Ordine dei Giornalisti e da Stefano Tallia, segretario dell’Associazione Stampa Subalpina. L’iniziativa si inserisce nel calendario-eventi in preparazione della quinta edizione di “Voci scomode”, l’appuntamento annuale dedicato alla libertà di stampa nel mondo organizzato dal Caffè dei Giornalisti, in collaborazione con il Dipartimento di Culture, Politiche e Società dell’Università di Torino e la Maison des Journalistes di Parigi.


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