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Febbraio 2018: tutte le violazioni contro i giornalisti in Siria

La Syrian Journalists Association (SJA) ha documentato 10 violazioni contro i media commesse lo scorso mese, febbraio 2018.
Il rapporto mensile, pubblicato dall’SJA il 4 marzo 2018, mostra che le violazioni contro la libera informazione in Siria sono continuate nell’ultimo mese a seguito dell’escalation militare sull’arena siriana, in particolare nel governatorato della Ghouta orientale e nel nord della Siria.

L’SJA ha documentato principalmente l’uccisione di 4 professionisti dei media nell’ultimo mese; uno degli uccisi stava lavorando con una forza armata. Si tratta di Abdul Rahman Ismael Yassin, reporter dell’Hammouriyeh Media Office, una pubblicazione dell’opposizione. L’uomo, ferito da un barile-bomba, è morto in ospedale. Vale la pena ricordare che il numero totale di professionisti dei media uccisi documentati dal SJA da metà marzo 2011 è salito a 426.
Il rapporto mostra che diverse parti in guerra nell’arena siriana sono le responsabili delle violazioni. Il regime al governo e la Russia sono responsabili di 8 episodi ciascuno, PYD ha commesso 2 violazioni mentre HTS ha commesso una violazione.
I casi del mese di febbraio variano tra uccisioni, ferimenti e rapimenti; sei professionisti dei media sono rimasti feriti e uno è stato rapito. Per quanto riguarda la distribuzione geografica, le violazioni sono avvenute principalmente nelle aree che assistono alle operazioni militari. Il governatorato della campagna di Damasco è stato teatro di 6 violazioni mentre Idlib è stato testimone di 3 violazioni, Aleppo di 2.

Nell’ultimo mese è avvenuto il rilascio dell’attivista dei media Alan Salim Ahmad. L’uomo era rimasto detenuto per un anno e mezzo dal PYD ad Hasaka, nel nord-est della Siria.

Ecco il rapporto completo del mese di febbraio 2018.

Sakher Edris

Laureato in Informatica presso il London City College, ha lavorato come giornalista presso diverse testate, tra le quali Dubai TV e Al Arabyia News, ottenendo riconoscimenti per trasmissioni e inchieste che hanno contribuito alla discussione politica e sociale nel suo Paese e in altri dell’area medio-orientale. Autore di articoli satirici pubblicati da riviste internazionali.

Ha lasciato la Siria nel 1991, da quando suo padre è stato identificato tra gli avversari di Hafez al Assad e incarcerato. Da allora, vi ha fatto rientro per periodi molto brevi, in occasione dei quali è stato interrogato dal governo in merito alle sue opinioni politiche. Attualmente lavora come giornalista investigativo ed è in prima linea nell’organizzazione di manifestazioni a sostegno della libertà di stampa e dei diritti umani.
Segretario Generale dell’Associazione del Giornalismo Siriano, alla quale aderiscono circa 300 giornalisti in tutto il mondo.


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