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Il Cameo (14) – Jan Kuciak, 27 anni, assassi...

Il Cameo (14) – Jan Kuciak, 27 anni, assassinato perché scomodo

Una tragedia nel mondo dell’informazione: Jan Kuciak, giornalista investigativo slovacco di soli 27 anni, redattore del portale di Aktuality.sk, è stato ucciso assieme alla compagna. L’assassinio è avvenuto nella casa di Kuciak a Velka Maca, una cittadina che dista circa 60 chilometri dalla capitale Bratislava. Secondo il comandante della polizia locale, l’omicidio (avvenuto nel weekend del 24-25 febbraio 2018) sarebbe legato all’attività del reporter, impegnato in indagini su frodi fiscali nelle quali sarebbero coinvolti anche alti funzionari del partito di governo.

Peter Bardy, il suo caporedattore, ha scritto così: «Oggi è uno dei peggiori giorni della mia vita. Hanno assassinato il nostro collega Jan Kuciak: un brav’uomo, un amico, un ragazzo che ha fatto il suo lavoro per farci vivere meglio, per scoprire malefatte e ingiustizie. Non per essere famoso o ricco. Insieme abbiamo creduto di poter aiutare questo pezzo di mondo in cui viviamo. Pensavamo che la società potesse cambiare in meglio, scrivendo di truffatori, ladri, corrotti… Ci credevamo davvero. Davvero tanto. Hanno ucciso lui e la sua ragazza. Una ragazza che era nel momento sbagliato accanto al suo compagno, quando sono venuti per ucciderlo. Voi leggete queste righe e non sapete quanta tristezza ci sia, oggi, nella nostra redazione. È successo qualcosa che nessuno poteva immaginare. Premi il grilletto e uccidi un uomo di cui non sei nemmeno a conoscenza, perché vuole scrivere di te? Ancora mercoledì, la settimana scorsa, noi e Jan Kuciak abbiamo riso. Oggi è uno dei giorni più tristi della mia vita. Sapendo perché Jan aveva scelto di fare giornalismo, sappiamo che è nostro dovere continuare».

«Se il collegamento fra la sua morte e il suo lavoro investigativo venisse confermato – ha dichiarato il presidente della European Federation of Journalists, Mogens Blicher Bjerregard – sarebbe un segnale molto preoccupante per il giornalismo nell’Unione europea. Esortiamo le autorità a risolvere il caso e ad assicurare i responsabili alla giustizia. E chiediamo ai leader politici della Slovacchia di difendere con forza la libertà di stampa e di porre fine all’impunità per chi commette crimini nei confronti dei giornalisti».

Le ipotesi sul movente sono due: una porta a una truffa sui fondi strutturali erogati dall’Unione Europea, su cui era stata condotta un’indagine (richiamata da Kuciak nei suoi articoli) a carico dell’imprenditore Marian Kocner. Una seconda pista porta, purtroppo, all’Italia: un collega di Kuciak, Tom Nicholson, riferisce che una analoga truffa era opera di malavitosi calabresi, che avevano fatto trasferire fondi europei a cittadini italiani residenti in Slovacchia, conniventi con la ‘ndrangheta. Kuciak, secondo Nicholson, aveva in mano elementi importanti per arrivare a pubblicare uno scoop.


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