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Attentati alla libertà di stampa in Siria: altre d...

Attentati alla libertà di stampa in Siria: altre due vittime in nome della guerra

Le violazioni contro i media in Siria continuano, a prescindere dall’accordo sulle zone di de-escalation militare che è entrato in vigore il 6 maggio 2016 nelle quattro principali regioni del Paese.
Vale la pena notare che l’accordo ha influenzato positivamente il numero di violazioni: quelle documentate nella seconda metà del 2017 sono andate diminuendo rispetto ai primi mesi dell’anno.
L’associazione dei giornalisti siriani è riuscita a documentare, a dicembre 2017, 12 violazioni; tutte tranne una sono state commesse lo scorso novembre, mentre una violazione è stata commessa a gennaio ed è stata documentata da SJA dopo aver verificato il caso secondo gli standard dell’associazione. Inoltre, le continue pressioni da parte delle fazioni armate sulla libertà dei media e il ricorrente bombardamento da parte del regime sulla Siria settentrionale costituiscono le principali cause nei casi documentati. Secondo il rapporto, diversi attori attivi sul territorio siriano sono responsabili di aver commesso abusi sulla stampa: HTS (Hay’at Tahrir Al-Sham, noto come il Fronte al-Nusra) si è reso responsabile di sei casi; il regime di Assad ha commesso tre violazioni, mentre SDF ne ha commesso uno. Una fazione armata di Shabab Al-Sunnah e un gruppo armato sconosciuto sono responsabili di aver commesso una violazione ciascuno.

I casi più significativi documentati a dicembre sono quelli che hanno riguardato l’uccisione di attivisti dei media e la morte di un operatore: un giornalista dell’agenzia di informazione Hawar, il reporter curdo Rizgar Deniz, è morto a seguito delle ferite riportate in un attacco perpetrato dall’ISIS il 12 dicembre 2017. L’attacco è stato concentrato nel villaggio di Abu Fas a sud di Hasaka, mentre il cameraman del canale televisivo filogovernativo Sama Karam Qabisho è stato ucciso nella città di Om Harteen, a sud di Idlib.
Il numero di operatori dei media uccisi in Siria, in casi documentati, è salito a 422 dalla metà di marzo del 2011.

Sakher Edris

Laureato in Informatica presso il London City College, ha lavorato come giornalista presso diverse testate, tra le quali Dubai TV e Al Arabyia News, ottenendo riconoscimenti per trasmissioni e inchieste che hanno contribuito alla discussione politica e sociale nel suo Paese e in altri dell’area medio-orientale. Autore di articoli satirici pubblicati da riviste internazionali.

Ha lasciato la Siria nel 1991, da quando suo padre è stato identificato tra gli avversari di Hafez al Assad e incarcerato. Da allora, vi ha fatto rientro per periodi molto brevi, in occasione dei quali è stato interrogato dal governo in merito alle sue opinioni politiche. Attualmente lavora come giornalista investigativo ed è in prima linea nell’organizzazione di manifestazioni a sostegno della libertà di stampa e dei diritti umani.
Segretario Generale dell’Associazione del Giornalismo Siriano, alla quale aderiscono circa 300 giornalisti in tutto il mondo.


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