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Il Cameo (12): Saleh al-Shehi, chi fa i conti al regime finisce in gabbia

Nonostante aperture formali sulla moralità degli spettacoli cinematografici e teatrali, e nonostante le promesse concrete per nuovi diritti di movimento e autonomia alle donne, sia locali sia ospiti straniere, la stretta sui critici del Regno, a casa dei Saud, è irremovibile. A nulla valgono le richieste di rilascio del collega Saleh al-Shehi, presso l’autorità saudita, iniziate dieci giorni fa da parte di associazioni internazionali per la protezione dei giornalisti, come CPJ e RSF.

Saleh al-Shehi, columnist del quotidiano saudita al-Watan, è stato arrestato il 3 gennaio scorso, a detta della firma del Washington Post Jamal Khashoggi e delle denunce sui social media lanciate da attivisti locali. Di fatto, non c’è alcuna conferma da parte dell’autorità saudita di questo arresto né da parte dell’ambasciata saudita a Washington. Ma il quotidiano al-Watan, dopo reiterate richieste, ha confermato l’accaduto.

Nell’ultimo articolo pubblicato per al-Watan, al-Shehi criticava le note di spesa del governo: il giornalista non è nuovo a questa azione di watchdog della famiglia dei Saud. Sempre su al-Watan, si era già ampiamente espresso sui fenomeni di corruzione nel Paese, sulle politiche economiche e sullo sfruttamento massiccio dei lavoratori stranieri. Una sua recente apparizione nello show Yahalla sul Rotana Channel era stata particolarmente forte, quando al-Shehi aveva indicato il tribunale reale in Arabia Saudita come la fonte del sistema corruttivo del Paese. E ne aveva spiegato i meccanismi di favore: qualsiasi cittadino con una raccomandazione presso questa istituzione, o con qualcuno con un ruolo al suo interno, sarebbe stato sempre avvantaggiato in ogni attività, lecita e illecita, amministrativa o di business.  Il proprietario del canale Rotana, il principe Alwaleed bin Talal, era già stato arrestato un mese prima, accusato di avere guidato un movimento carsico anti-corruzione contro la casa reale e, in particolare, contro Mohammed bin Salman, l’erede al trono.

Le autorità saudite, al momento, detengono altri sette giornalisti, tutti arrestati il 1 dicembre 2017 per prevenire, a fronte di serie preoccupazioni da parte della casa regnante, movimenti di protesta e malcontento popolare in crescita. Le autorità saudite terrebbero in custodia anche un numero imprecisato di attivisti e di personaggi pubblici, conformemente alla stretta che l’erede al trono Mohammed bin Salman ha imposto ai dissidenti interni all’establishment, considerati serpi nel seno della famiglia reale.

 

Laura Silvia Battaglia

Laura Silvia Battaglia, giornalista professionista freelance e documentarista, è nata a Catania e vive tra Milano e Sanaa (Yemen). È corrispondente da Sanaa per l’agenzia video-giornalistica americano-libanese Transterra Media, l’agenzia turca TRTWorld, il servizio pubblico svizzero (RSI), Index on Censorship, The Fair Observer, Guernica Magazine, The Week India. Per i media italiani, collabora stabilmente con quotidiani (Avvenire, La Stampa, Il Fatto Quotidiano), network radiofonici (Radio Tre Mondo, Radio Popolare, Radio In Blu), televisione (TG3 – Agenda del mondo, RAI News 24, Today di Tv2000), magazine (D – Repubblica delle Donne, Panorama, Donna Moderna, Jesus, Pagina99), siti web (Il Reportage, Il Caffè dei giornalisti, The Post Internazionale, Terrasanta.net, Eastmagazine.eu). Dal settembre 2017 condurrà per il telegiornale di Tv2000 il programma di approfondimento sul mondo arabo Cous Cous Tv.
Ha iniziato a lavorare nel 1998 per il quotidiano La Sicilia di Catania. Dal 2007 si dedica al reportage in zone di conflitto (Libano, Israele e Palestina, Gaza, Afghanistan, Kosovo, Egitto, Tunisia, Libia, Iraq, Iran, Yemen, confini siriani). Ha girato, autoprodotto e venduto otto video documentari. Ha vinto i premi Luchetta, Siani, Cutuli, Anello debole, Giornalisti del Mediterraneo. Dal 2007 insegna al master in Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano e dal 2016 al Vesalius College di Bruxelles.
Ha scritto l’e-book Lettere da Guantanamo (Il Reportage, dicembre 2016) e, insieme a Paola Cannatella, il graphic novel La sposa yemenita (Becco Giallo, gennaio 2017). E’ in uscita l’e-book Vita e morte nell’era dei droni per Informant.


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