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Il Cameo (11) – Juda Allahondoum e la più vecchia delle accuse: sei un abusivo!

Il giornalista chadiano Juda Allahondoum, direttore del settimanale Le Visionnaire, è stato arrestato in Ciad e accusato di “usurpazione del ruolo professionale”. La ragione del suo arresto, avvenuto il 17 ottobre scorso, sta nella pubblicazione di un articolo in cui il settimanale accusava la compagnia aerea chadiana privata Air Inter 1 di essere coinvolta nel trasporto illegale di armi verso Siria con un Airbus A340, atterrato a Damasco dal Kazakistan.

Secondo Francis Lokouldé, avvocato di Allahondoum, e secondo i report dei media nazionali, il giornalista è stato accusato di “usurpare il titolo e la funzione” di giornalista ed è stato trasferito nella prigione di Amsinéné a N’Djamena. Nel frattempo, a metà novembre, è stato rilasciato. La compagnia Air Inter 1 ha sempre evaso le richieste del settimanale di rispondere all’accusa mossa dall’inchiesta, mentre l’amministratore delegato della società, in seguito alla pubblicazione dell’articolo di Allahondoum, è stato arrestato. Secondo le richieste dell’avvocato di Allahhondoum e del CPJ, il Comitato per la protezione dei giornalisti nel mondo, le autorità chadiane dovrebbero immediatamente ritirare tutte le accuse contro di lui.

Angela Quintal, coordinatore del programma CPJ Africa, ha chiesto anche di lasciare che «i giornalisti in Ciad possano fare il loro lavoro liberamente». E ha aggiunto: «Arrestare i giornalisti, violando gli standard internazionali, è un abuso di potere e risponde a un’azione mirata per intimorire la stampa».

Mahamat Saleh Youssouf, procuratore di N’Djamena, ha motivato le accuse contro Allahondoum sostenendo che «non è un giornalista professionista» perché non ha avuto «una formazione adeguata». Durante l’interrogatorio, inoltre, la polizia chadiana lo avrebbe accusato di ostacolare indagini giudiziarie e di false dichiarazioni.

L’avvocato Lokouldéha ha fatto presente, in risposta, che «il problema di Juda non è che non sia un giornalista. Il vero problema è che il suo articolo ha dato fastidio a molte persone». Nell’investigazione, infatti, sono coinvolti il primo ministro Pahimi Padacke Albert, la first lady Hinda Deby Itno e il Ministro per le Infrastrutture Adoum Younousmi.

Allahondoum aveva già informato il suo avvocato di avere ricevuto minacce telefoniche da anonimi, fino al ​​giorno in cui ha pubblicato l’articolo, l’11 ottobre scorso. E, dal 12 ottobre, si sarebbe nascosto per paura di ritorsioni. Il 17 ottobre Allahondoum sarebbe stato convocato dalla polizia, interrogato e, infine, arrestato. La difesa sostiene che l’articolo 5 della legge sui media in Ciad, che definisce i requisiti che un giornalista deve possedere al fine di essere considerato professionista, non include il riferimento alle norme di formazione o di istruzione. Allahondoum era anche in possesso di una press card valid, rilasciata dal Consiglio di comunicazione ciadese.

Il giornalista, prima di fondare Le Visionnaire, è stato caporedattore e poi direttore del quotidiano L’Union ed è anche l’attuale presidente del Patronat de la Presse Privée tchadienne (PPT), un’associazione di giornalisti chadiani.

 

[Il testo del reportage che è costato il carcere a Juda Allahondoum, in lingua francese]


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