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Libertà di stampa e di espressione: limiti e prosp...

Libertà di stampa e di espressione: limiti e prospettive aspettando Voci Scomode

Anche quest’anno, Voci Scomode ha anticipato i suoi temi in una lezione universitaria agli studenti di Comunicazione Pubblica  e Politica e di Scienze Internazionali al Campus Luigi Einaudi dell’ateneo di Torino. L’occasione, per i tanti studenti in aula, di inquadrare in un’ottica più concreta questioni chiave come la libertà di stampa e di opinione con uno sguardo rivolto alla Siria, il Paese scelto per questa quarta edizione di Voci Scomode.

Spunti di riflessione, punti di vista, domande aperte: una modalità per spronare gli studenti a un confronto attivo su temi spesso percepiti come lontani o poco concreti. Ad alternarsi nell’incontro, le docenti Marinella Belluati (analisi dei media) e Valentina Pazè (filosofia politica).

La professoressa Belluati ha approfondito i paradossi tipici della nostra epoca: si stanno perdendo i riferimenti e la pluralizzazione di ambienti e narrazioni offusca sempre più una visione critica, fino a chiedersi  se la moltiplicazione delle fonti e dei soggetti parlanti sia un danno o una risorsa. I tre assi che definiscono la libertà di espressione sono quelli etico, democratico e di governance. Quello etico si caratterizza per una tensione tra modelli diversi, quello americano contraddistinto da un forte liberismo, e quello europeo che pone limiti alla libertà assoluta. Ed è proprio da queste differenti prospettive che ci si chiede se la democrazia si debba concretizzare in apertura massima o se sia necessaria la presenza di organi intermedi. Qui, sostiene la Belluati, entra in gioco il terzo asse, la governance appunto: chi difende la libertà di espressione? E soprattutto, con quali mezzi?

Valentina Pazè si è  concentrata sul binomio diritto-potere.  «Il problema di oggi – ha spiegato – è che nessuno teme di essere censurato da uno stato “occhiuto”. Tutti possiamo esprimerci ma ciò non significa che abbiamo uguale potere». «La libertà di informazione è un intreccio di libertà e di poteri pubblici e privati». Ad esempio, la libertà di impresa giornalistica incontra dei limiti in funzione di altre libertà, come lo stesso diritto di proprietà dei mezzi di informazione, un diritto che si traduce in potere patrimoniale. «Molte volte i diritti diventano poteri e le libertà diventano poteri». La libertà di espressione si scontra, quindi, con paletti sempre più simili a contraddizioni. Del resto, sostiene Pazè, basta pensare al concetto stesso di libertà: in greco esistono due termini legati a un medesimo concettoiṡegorìa (intesa come uguale libertà di parola) e parresía, cioè parlare in modo franco. Colui che esercita la parresía pretende che le sue affermazioni corrispondano a una realtà oggettiva: ma oggi esistono molti possibili modi di vedere, quindi molte verità. E porre dei limiti “giusti” a tutela della libertà di espressione è, e continua a essere, una sfida complessa.

 

 


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