READING

Il Cameo (8) – Candido Rios Vazquez, un mort...

Il Cameo (8) – Candido Rios Vazquez, un morto annunciato in Rete

È il 42esimo solo l’ultimo di una lunghissima serie, la più grave e pericolosa al mondo dal 1992, di giornalisti uccisi nell’esercizio della loro professione in MessicoCandido Rios Vazquez, sulla cui morte si è aperta un’indagine ufficiale delle autorità messicane, è stato assassinato lo scorso 22 agosto nella cittadina di Juan Diaz Covarrubbias, in provincia di Veracruz.  Vazquez si trovava in un minimarket quando è stato puntato da un commando armato che gli ha scaricato addosso una gragnuola di colpi ed è morto durante il trasferimento in ospedale. Sul suo assassinio sono state raccolte alcune testimonianze ma le autorità segnalano che sul luogo del delitto erano presenti altre due persone, anch’esse uccise dal commando: una di esse era un poliziotto. Gli inquirenti ritengono che possa essere molto probabile un regolamento di conti a causa di alcune azioni investigative del Rios Vazquez e dell’esercizio del suo mestiere di giornalista ma, nell’investigazione aperta, puntano sul delitto accidentale, dando per quasi certo che gli obiettivi fossero i due uomini con cui si accompagnava.

Rios, 59 anni, aveva fondato il giornale locale La voce di Hueyapàn ed era cronista di nera per le città di Hueyapàn De Ocampo e per un foglio regionale, El diario de Acayucan. Il giornalista non rischiava per la prima volta la sua vita e non era nuovo a pesanti intimidazioni: nel 2013 era stato inserito in un programma di protezione, godeva di una scorta, di un dispositivo meccanico installato nella sua autonobile per segnalare pericoli imminenti e aveva un sistema di controllo con camere digitali nella sua abitazione. Questa misura risale agli anni in cui aveva già attirato su di sé le ire di Gaspar Gòmez Jiménez, ex sindaco di Hueyapàan, a causa di una serie di inchieste documentate sulle attività illecite di Gòmez.

L’agenzia AGN Veracruz, basata nella cittadina di Puerto de Veracruz, sul suo sito web ha mostrato un video pubblicato sui social media, nel quale l’ex sindaco Gòmez Jimenez giurava di ammazzare il Vazquez a legnate e che, se non l’avesse fatto personalmente, avrebbe assoldato qualcuno più capace di lui.

Rios aveva ricevuto altre minacce di morte ma non era stato mai inserito nel programma di monitoraggio e protezione dello stato di Veracruz, in favore dei giornalisti a rischio. Il segretario del gruppo, Jorge Morales, sta quantomeno cercando di aiutare la famiglia di Rios e di capire come potrà usufruire del programma di sostegno.

Rios è il quarto reporter messicano ucciso nel 2017, mentre il rapimento in Messico resta la via più efficace per zittire la stampa. L’ultimo caso è quello di Salvador Adame Pardo, rapito nella città di Nuova Italia, mentre la sua attività si svolgeva in tutto il Michoacan. Uno dei giornalisti messicani uccisi quest’anno, Javier Valdez Cardenaz, era stato già insignito dell’International Press Freedom Award del Commitee to Protect Journalists (CPJ).

Laura Silvia Battaglia

Laura Silvia Battaglia, giornalista professionista freelance e documentarista, è nata a Catania e vive tra Milano e Sanaa (Yemen). È corrispondente da Sanaa per l’agenzia video-giornalistica americano-libanese Transterra Media, l’agenzia turca TRTWorld, il servizio pubblico svizzero (RSI), Index on Censorship, The Fair Observer, Guernica Magazine, The Week India. Per i media italiani, collabora stabilmente con quotidiani (Avvenire, La Stampa, Il Fatto Quotidiano), network radiofonici (Radio Tre Mondo, Radio Popolare, Radio In Blu), televisione (TG3 – Agenda del mondo, RAI News 24, Today di Tv2000), magazine (D – Repubblica delle Donne, Panorama, Donna Moderna, Jesus, Pagina99), siti web (Il Reportage, Il Caffè dei giornalisti, The Post Internazionale, Terrasanta.net, Eastmagazine.eu). Dal settembre 2017 condurrà per il telegiornale di Tv2000 il programma di approfondimento sul mondo arabo Cous Cous Tv.
Ha iniziato a lavorare nel 1998 per il quotidiano La Sicilia di Catania. Dal 2007 si dedica al reportage in zone di conflitto (Libano, Israele e Palestina, Gaza, Afghanistan, Kosovo, Egitto, Tunisia, Libia, Iraq, Iran, Yemen, confini siriani). Ha girato, autoprodotto e venduto otto video documentari. Ha vinto i premi Luchetta, Siani, Cutuli, Anello debole, Giornalisti del Mediterraneo. Dal 2007 insegna al master in Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano e dal 2016 al Vesalius College di Bruxelles.
Ha scritto l’e-book Lettere da Guantanamo (Il Reportage, dicembre 2016) e, insieme a Paola Cannatella, il graphic novel La sposa yemenita (Becco Giallo, gennaio 2017). E’ in uscita l’e-book Vita e morte nell’era dei droni per Informant.


Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *