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Il Cameo (5) – Khudoberdi Nurmatov, il reato...

Il Cameo (5) – Khudoberdi Nurmatov, il reato di essere gay

Khudoberdi Nurmatov è un reporter della testata investigativa russa Novaia Gazeta, un bisettimanale di ispirazione liberale. Il suo nome “di battaglia” è Ali Feruz, è dichiaratamente omosessuale e il 1 agosto 2017 è stato arrestato dalla polizia russa nei pressi della redazione del suo giornale. L’arresto è stato motivato con presunte violazioni delle leggi sull’immigrazione clandestina. Nell’udienza per direttissima, la corte del distretto Basmannyj ha ordinato la sua immediata espulsione dallo Stato in cui, ormai, vive e lavora da anni: una decisione feroce, perché Nurmatov è di nazionalità uzbeka e, in quel Paese, l’omosessualità è ritenuta un reato e viene punita duramente, con carcerazione pluriennale (l’ex presidente uzbeko Islom Karimov, morto nel settembre 2016 a 78 anni ancora in carica, era solito dichiarare che l’omosessualità fosse una pratica disgustosa).

Nurmatov, che nel corso dell’udienza ha cercato di uccidersi tagliandosi i polsi con una penna sottratta al suo avvocato, ha dichiarato di essere stato insultato e picchiato dalla polizia russa, prima della traslazione in un centro di detenzione provvisoria per ristretti di nazionalità straniera. La sua storia nasce molti anni fa, nel 2008, quando – poco più che ventenne – lasciò la sua terra dopo aver ricevuto ripetute minacce, conto di lui e contro la sua famiglia (che si è trasferita in blocco in Russia) per aver rifiutato di diventare un informatore dei servizi segreti. Passando per il Kyrgyzstan e il Kazakistan, si era stabilito in Russia nel 2011 e, da tre anni a questa parte, era divenuto collaboratore di Novaia Gazeta. In questi anni sono state inevase le sue ripetute richieste di ottenere asilo politico e, al di là delle inclinazioni sessuali, è probabile che le autorità russe abbiano ben presenti i reportage di Nurmatov, come quello in cui raccontava del misterioso rapimento di un immigrato uzbeko a Mosca.

Le ultime notizie danno Nurmatov ancora incarcerato, nonostante un giudice abbia fermato il procedimento di rimpatrio: il giornalista rimane in prigione in Russia senza accuse certe, né la sicurezza di non essere estradato.


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