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Il Cameo (3) – La vita a rischio di Rana Ta...

Il Cameo (3) – La vita a rischio di Rana Tanveer

[Esistono pochissime immagini del giornalista Rana Tanveer e sono di pessima qualità. Abbiamo quindi deciso di sostituirle con una illustrazione di Andrea Bozzo, che condensa in una immagine la situazione di tanti giornalisti in pericolo nel mondo.]

Minacce di morte, incursioni in casa e, per ultimo, un tentato assassinio camuffato da incidente stanno condizionando pesantemente la vita del collega Rana Tanveer in Pakistan. Rana scrive per l’Express Tribune a proposito di minoranze religiose e dei loro diritti a Lahore e nei suoi confronti si è registrata una escalation di intimidazioni che fanno temere per la sua vita e per la sua sicurezza.

L’ultimo episodio risale a pochissimi giorni fa, al 9 giugno scorso, quando Tanveer è stato colpito da una macchina lanciata ad alta velocità mentre si trovava su una motocicletta in una strada ordinaria e di piccole dimensioni, in piena città. Tanveer, dopo l’incidente stradale, si è fratturato le gambe ma, nonostante gli autori dell’azione siano ignoti, ha riferito l’accaduto alla polizia che ora indaga sull’episodio. Tanveer è certo si tratti di un attentato alla sua vita e suffraga la sua tesi con l’evidenza delle minacce di morte ricevute lo scorso 30 maggio, quando la sua casa di Lahore è stata forzata e devastata da ignoti che hanno vandalizzato ogni cosa con messaggi di morte, accusandolo di essere un sostenitore della setta islamica Ahmadi e chiedendone la morte. Tanveer, dopo avere lasciato la sua dimora per precauzione, aveva già riportato l’accaduto alla polizia ma non era stato aperto alcun dossier, necessario alle investigazioni.

Il collega pakistano non era comunque nuovo a subire intimidazioni di questo genere. Al CPJ, il Comitato per la protezione dei giornalisti, ha riferito di avere ricevuto centinaia di minacce negli anni, sia a casa che sul posto di lavoro. Appena tre mesi fa, il proprietario dell’appartamento dove vive in affitto avrebbe ricevuto una telefonata anonima da parte di una voce che lo minacciava di non affittare ulteriormente la casa al giornalista perché Tanveer sarebbe “un infedele”, “un nemico dell’Islam”. Anche in questo caso, Tanveer avrebbe riportato l’accaduto alla polizia ma non ci sarebbe stata alcuna azione conseguente in sua difesa. Tanveer è un giornalista pakistano che si batte per i diritti delle minoranze locali, prima fra tutte la Ahmadiyya, una branca minoritaria dell’Islam locale, sviluppatasi in Punjab alla fine del 19esimo secolo e che ha sviluppato visioni indipendenti sulla trasmissione profetica in seno all’Islam, il jihad minoritario e la profezia di Gesù prima di Muhammad. Il gruppo è ritenuto eretico dalle branche principali dell’Islam, sia sunnita che sciita, ma ha iniziato a ricevere concrete persecuzioni soprattutto dall’anno 2000 in poi. In Pakistan gli attacchi alle moschee della setta, agli studenti della stessa e ai fedeli sono stati sempre più numerosi. Il Pakistan è attualmente uno dei Paesi più pericolosi per i giornalisti e, nel caso di Rana Tanveer, il governo dovrebbe curare con attenzione il suo caso, soprattutto dopo le dichiarazioni del Primo Ministro Nawaz Sharif che si è fatto garante delle sicurezza delle minoranze religiose locali per tutta la durata del suo mandato.

Illustrazione di Andrea Bozzo

Laura Silvia Battaglia

Laura Silvia Battaglia, giornalista professionista freelance e documentarista, è nata a Catania e vive tra Milano e Sanaa (Yemen). È corrispondente da Sanaa per l’agenzia video-giornalistica americano-libanese Transterra Media, l’agenzia turca TRTWorld, il servizio pubblico svizzero (RSI), Index on Censorship, The Fair Observer, Guernica Magazine, The Week India. Per i media italiani, collabora stabilmente con quotidiani (Avvenire, La Stampa, Il Fatto Quotidiano), network radiofonici (Radio Tre Mondo, Radio Popolare, Radio In Blu), televisione (TG3 – Agenda del mondo, RAI News 24, Today di Tv2000), magazine (D – Repubblica delle Donne, Panorama, Donna Moderna, Jesus, Pagina99), siti web (Il Reportage, Il Caffè dei giornalisti, The Post Internazionale, Terrasanta.net, Eastmagazine.eu). Dal settembre 2017 condurrà per il telegiornale di Tv2000 il programma di approfondimento sul mondo arabo Cous Cous Tv.
Ha iniziato a lavorare nel 1998 per il quotidiano La Sicilia di Catania. Dal 2007 si dedica al reportage in zone di conflitto (Libano, Israele e Palestina, Gaza, Afghanistan, Kosovo, Egitto, Tunisia, Libia, Iraq, Iran, Yemen, confini siriani). Ha girato, autoprodotto e venduto otto video documentari. Ha vinto i premi Luchetta, Siani, Cutuli, Anello debole, Giornalisti del Mediterraneo. Dal 2007 insegna al master in Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano e dal 2016 al Vesalius College di Bruxelles.
Ha scritto l’e-book Lettere da Guantanamo (Il Reportage, dicembre 2016) e, insieme a Paola Cannatella, il graphic novel La sposa yemenita (Becco Giallo, gennaio 2017). E’ in uscita l’e-book Vita e morte nell’era dei droni per Informant.


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